Giulia fa lo scout (editoriale)

Che non vuol dire che va per boschi, ma che aiuta gli editori a sapere quali libri tenere d’occhio, quali comprare e tradurre. Giulia Bernabé ha partecipato all’edizione 2010 del Master, e ora fa la scout editoriale a Londra.

Promemoria: le iscrizioni al Master chiudono alle ore 12 del 3 febbraio. Tutte le info sono qui.

Ciao Giulia, partiamo dall’inizio: perché hai deciso di iscriverti al Master? Qual è stato il tuo percorso?

La mia decisione di lavorare in editoria è nata molto presto, quando ancora studiavo alle scuole superiori: volevo iscrivermi a Lettere e, esclusa la strada dell’insegnamento, mi sembrava il percorso più logico da percorrere per seguire la mia passione. Ho scelto quindi fin da subito di inserire nel mio curriculum dei corsi di editoria e di laurearmi sull’argomento. Durante gli studi ho poi fatto uno stage in un’agenzia letteraria dove mi si è aperto il mondo, ancora assolutamente sconosciuto, dei diritti d’autore, delle fiere e dei mercati internazionali. La scelta di iscrivermi poi al master è stato il passo necessario per approfondire quello che avevo studiato e costruirmi una rete di contatti.

Quali erano i tuoi obiettivi professionali quando ti sei iscritta?

Quando ho iniziato il Master non avevo ancora una strada ben precisa in mente. Sapevo che mi sarebbe piaciuto lavorare in un’agenzia, ma non escludevo il campo più propriamente editoriale legato al lavoro di redazione. Lo stage da Piergiorgio Nicolazzini e la fortuna di poter partecipare subito alla Buchmesse mi hanno chiarito poi definitivamente le idee.

Il tuo profilo Linkedin dice che ti occupi di Literary Scouting. Cosa vuol dire? In cosa consiste il tuo lavoro?

Come literary scouts sul mercato inglese leggiamo e consigliamo (o sconsigliamo) i titoli in uscita agli editori stranieri per cui lavoriamo. Il nostro obiettivo è che siano informati su quello che accade in Gran Bretagna in modo che possano acquisire i diritti dei libri migliori (per il loro catalogo ovviamente) prima dei loro concorrenti. In sostanza siamo i loro occhi e le loro orecchie qui a Londra. Fondamentale quindi per noi è essere sempre aggiornati sulle novità, gli ultimi trend e stabilire una fittissima rete di contatti con agenti ed editori.

Prima di trasferirti a Londra hai lavorato per tre anni in Italia. Ci sono molte differenze tra la nostra editoria e quella Inglese?

Il mercato inglese è più vivace di quello italiano, ci sono più lettori e il digitale ricopre già una fetta molto importante delle vendite. Da non dimenticare, poi, che qui non c’è un prezzo fisso di copertina, quindi si possono trovare offerte incredibili sul catalogo come sulle novità, anche se questo non ha sempre effetti positivi e gli editori stanno cercando nuove strategie per sfruttare al meglio le promozioni. Per quanto riguarda il settore dei diritti di traduzione, qui tutto avviene molto più velocemente che in Italia: la diffusione globale della lingua inglese permette di raggiungere qualsiasi mercato con facilità e gli editori stranieri sono sempre attenti alle ultime novità. Se è difficile vendere un libro italiano in un altro paese, perché pochi editor sanno leggere la lingua e devono quindi affidarsi al giudizio dei loro lettori, la barriera linguistica non si pone per l’inglese.

Il lavoro sui diritti editoriali è tanto cruciale quanto oscuro per i non addetti ai lavori. Tu ti sei occupata di diritti lavorando con Nicolazzini. Ci racconti di cosa si occupa e come funziona un’agenzia che si occupa di diritti editoriali?

Per spiegarla semplicemente, un agente letterario sta a uno scrittore come un procuratore sta a un calciatore. Il suo compito è quello di trovare le migliori collocazioni possibili per i titoli dei suoi clienti, che vuol dire sia il giusto editore sia un buon contratto in termini di anticipo/royalties e di clausole. Altro compito dell’agente è controllare che non ci siano intoppi nel processo editoriale; prima e dopo la pubblicazione, ma anche per quanto riguarda i pagamenti ed eventuali impegni con libri successivi. Fondamentale per un’agenzia è costruirsi un’ottima rete di contatti in Italia e all’estero, necessari per trovare la giusta combinazione editore-autore, ed essere sempre attenti alla nascita di nuovi (o già affermati) talenti da aggiungere alla scuderia.

Dopo tutti questi anni passati a lavorare coi libri, ti piacciono ancora?

I libri mi piacciono ancora, e molto, anche se ho a volte bisogno di qualche giorno di pausa almeno dopo l’indigestione che precede le grandi fiere. Vorrei poter dedicare più tempo a quello che vorrei leggere davvero da mesi, ma il bello del lavoro di uno scout è che succede di imbattersi in ottimi libri anche in maniera inaspettata. Questo in genere mi fa sentire meno in colpa rispetto alla pila di volumi sul comodino (o ai moltissimi file sul reader) ancora in attesa di uno sguardo.

Promemoria: le iscrizioni al Master chiudono alle ore 12 del 3 febbraio. Tutte le info sono qui.

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