Marina fa la Project Manager con gli ebook

Davanti ai suoi occhi passano tutti gli ebook del gruppo Mondadori. Marina Abatista ha partecipato all’edizione 2009 del Master, e i libri per lei, nonostante tutto, sono ancora come una famiglia.

Ciao Marina, raccontaci come prima cosa perché hai deciso di iscriverti al Master.

Ho studiato Informatica Umanistica a Pisa e mi sono specializzata in Editoria Elettronica: subito dopo la laurea, volendo lavorare nell’editoria, ho deciso di provare il test per il Master, che mi dicevano essere il migliore nel settore. Se non fossi entrata sarei tornata a Londra – dove avevo fatto stage e tesi della specialistica – e avrei intrapreso la carriera accademica: ho passato il test e mi sono trasferita a Milano.

Quali erano i tuoi obiettivi professionali quando ti sei iscritta? È andata a finire come volevi?

Quando mi sono iscritta al Master non avevo un’idea precisa di cosa avrei voluto fare, sapevo solo che volevo lavorare in una casa editrice. Nel corso del Master ho iniziato ad avere le idee un po’ più chiare, ma sono comunque rimasta aperta a quello che avrei trovato, e a cambiare direzione se le cose non fossero andate bene. Avendo fatto un percorso più sbilanciato verso l’editoria elettronica, era abbastanza naturale per me pensare di lavorare nel multimediale, e così è stato: dopo un’esperienza da redattrice classica nell’editoria d’arte (l’altra mia grande passione) e un breve passaggio nel mondo della programmazione (che ho capito che no, non fa proprio per me) sono approdata nel laboratorio di sviluppo web della Mondadori. Il lavoro in sé forse si discosta dall’idea che me n’ero fatta all’inizio, sì, e sicuramente è meno stimolante di quanto immaginavo, ma forse è solo tempo di cambiamento.

 Il tuo profilo Linkedin dice che sei una Project Manager. Cosa significa? In cosa consiste il tuo lavoro?

Il Project Manager è, per dirla in italiano, il responsabile di un progetto, colui che ne tiene le fila e lo coordina. Io, nello specifico, gestisco la digitalizzazione del catalogo del gruppo Mondadori (che comprende Mondadori, Einaudi, Sperling&Kupfer e Piemme): coordino i lavori di conversione in digitale e impaginazione (pre-ebook da un lato, pre-stampa dall’altro) di tutti i titoli in catalogo delle case editrici e faccio da tramite fra un team di tecnici di un’azienda indiana e le redazioni delle varie case editrici.

Qual è il tuo rapporto con gli ebook?

Decisamente buono: il laboratorio di cui faccio parte si occupa di produrre gli ebook delle case editrici del gruppo, quindi lavorativamente ho un rapporto quotidiano con gli ebook. Dal punto di vista personale, ne leggo molti (su iPad Mini e su Kobo) ma continuo a leggere anche su carta: a seconda del tipo di lettura e del contesto (mezzi pubblici, letto, viaggio, capienza della borsetta, ecc) ho sempre un libro su carta e uno in ebook e scelgo cosa leggere e come.

Secondo te sono davvero cambiate così tante cose negli ultimi anni?

Dipende. Sono cambiate, e stanno cambiando, ma, mi viene da dire, nostro malgrado e non abbastanza, perché quello che stenta moltissimo a cambiare è la mentalità. Credo che chiunque lavori nell’editoria digitale si trovi quotidianamente a fare i conti con la discrepanza fra le proclamate intenzioni innovative da un lato e la realtà dei fatti – a mio parere ancora vecchia – dall’altro.

Dove sarà l’editoria tra – diciamo – due o tre anni?

Se continuiamo così, in mano a Google, Amazon e Apple. Che per come la vedo io non è male: il problema è il ruolo marginale che temo rivestiranno le case editrici – che secondo me è male.

Dopo tutto questo tempo passato a lavorare con i libri, leggi ancora?

I libri per me sono come la famiglia: li ami moltissimo e li odi moltissimo, ma non riusciresti a immaginare la tua vita senza. Almeno i libri puoi sceglierteli, però.

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