Giacomo fa il marketing editoriale

E pensa che il marketing debba essere al servizio delle scelte editoriali, e non viceversa. Giacomo Lanaro ha partecipato all’edizione 2011 del Master, e ora si occupa di marketing per il Gruppo editoriale Mauri Spagnol.

Promemoria: le iscrizioni al Master chiudono oggi, alle ore 12. Tutte le info sono qui.

Ciao Giacomo, come prima cosa raccontarci perché hai deciso di iscriverti al Master. Qual è stato il tuo percorso?

Quando mi sono laureato in Storia, con una tesi in Storia dell’editoria, ne sapevo abbastanza sull’editoria da volermici dedicare a tempo pieno, ma non abbastanza da poterlo fare. Il master è stata la conseguenza più logica.

Quali erano i tuoi obiettivi professionali quando ti sei iscritto?

Contrariamente a molti altri non sono mai stato troppo affascinato dal ruolo redazionale. Mi incuriosivano di più altri aspetti del lavoro editoriale, ma quando mi sono iscritto in realtà non avevo un’idea precisa di quello che avrei voluto fare. Le cose che mi interessavano di più erano la comunicazione, i nuovi media, il digitale. Direi che è andata bene!

Il tuo profilo Linkedin dice che ti occupi di marketing. Cosa vuol dire? Com’è fatta una tua giornata di lavoro?

Per essere il più conciso possibile: cerco di capire a chi possa interessare un libro, di far sì che questo potenziale lettore lo scopra e magari che lo legga pure. Scherzi a parte, il marketing editoriale è una bella sfida perché, per quanto l’esperienza aiuti, il prodotto su cui lavorare cambia sempre, e ogni libro è un mondo a sé. Devi ricominciare daccapo ogni volta. Un po’ schizofrenico, a ben pensarci, ma di sicuro è impossibile annoiarsi. La giornata di lavoro procede tra marketing plan e copertinari, tra strategie di comunicazione e riunioni. Quando si è fortunati però si va in uno studio di registrazione per il doppiaggio di uno spot televisivo, come mi è successo di recente.

Si dice spesso che il libro non dovrebbe essere trattato come un prodotto, e che il marketing ha troppo peso nelle scelte editoriali. Tu come la pensi?

Dipende dal progetto editoriale che si vuole portare avanti. Tutto dovrebbe dipendere da quello. Certo, se l’obiettivo è pubblicare un bestseller (consapevole che, com’è ovvio, una ricetta non esiste), allora il marketing può diventare fondamentale anche nella selezione. Ma altrimenti credo debba essere al servizio delle scelte editoriali, e non viceversa.

Qual è il tuo rapporto con gli ebook?

Nonostante mi ritrovi a leggere più spesso su carta che su ereader, il rapporto è ottimo. Oltre che per lavoro, dove l’utilizzo del reader è ormai imprescindibile, ne sono entusiasta anche quando leggo per i fatti miei. Ora che sono orfano del mio Kindle, infatti, ne sento terribilmente la mancanza.

Quanto sono cambiate le cose negli ultimi anni, secondo te?

Considerando il mercato editoriale, penso che negli ultimi anni le cose siano cambiate molto, e che il processo sia lontano dall’arrestarsi. Non parlo soltanto dell’avvento dell’ebook, ma anche di come stanno cambiando gli editori, il pubblico, i libri. Non credo nelle previsioni a lungo termine, credo che la cosa migliore sia cercare di capire quale sia la direzione intrapresa e adattarsi continuamente, senza fermarsi mai.

I libri ti piacciono ancora?

Quelli che leggo per piacere personale sì, e anzi mi piacciono più che mai, soprattutto quando supero fascette e risvolti per scoprire qualcosa che non conoscevo. Quelli che sono «tenuto» a leggere un po’ meno. Ma questa cosa non la sopportavo nemmeno alle elementari, quindi le cose non sono cambiate più di tanto. O forse sì.

Promemoria: le iscrizioni al Master chiudono oggi, alle ore 12. Tutte le info sono qui.

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