Io, lettore di oggi, potrei

Io lettore di oggi mi trovo ad affrontare una vita in cui le pause hanno un’importanza fondamentale. Quando finalmente potrei rilassarmi con la lettura di un bel libro, la pigrizia prende il sopravvento e la voglia di leggere soccombe di fronte alle attività di svago più passive, come ad esempio la visione di un telefilm. Le ragioni sono tante, ma il problema è uno: io lettore di oggi devo seriamente impegnarmi per portare a termine un libro.

Potrei alzarmi la mattina e leggere un bel libro mentre faccio colazione. Io lettore di oggi mi alzo la mattina e mentre faccio colazione fisso il muro senza dare cenni di attività cerebrale. Potrei, mentre vado al lavoro con i mezzi, trascorrere il tempo leggendo il romanzo chiuso in borsa. Io lettore di oggi non ho voglia di leggere sui mezzi, preferisco spendere il mio tempo in un’attività che richieda il minimo sforzo possibile: Candy Crush. Potrei ingannare il tempo dal parrucchiere leggendo il libro che mi sono portato dietro per l’occasione. Io lettore di oggi dal parrucchiere mi faccio solo una gran cultura di gossip. Potrei, per esempio in viaggio sul treno, passare le mie ore leggendo finalmente quel libro che ho comprato settimane fa. Io lettore di oggi preferisco guardare fuori dal finestrino, è molto meno impegnativo. Potrei, quando torno a casa la sera, rilassarmi con un buon libro e un bicchiere di vino. Io lettore di oggi torno a casa e mi accascio sul letto davanti al computer per vedere Breaking Bad.

Io lettore di oggi faccio insomma una fatica enorme, a fare tutto ciò che vorrei fare. Mi trovo continuamente di fronte a delle scelte: scelte di lavoro, scelte di famiglia, scelte di vita. È inevitabile che qualcosa rimanga fuori. E allora cosa decido di eliminare, perseguendo lo scopo d’evasione di cui ho bisogno, alla fine (o magari anche durante) una giornata piena di cose da fare? A soccombere è spesso l’attività considerata più impegnativa, più faticosa, più “cerebrale”: la lettura di un libro.

Come mai tanti potenziali lettori rinunciano ad un piacere così unico e inimitabile? Perché sono bombardati da testi di ogni genere: sul pc, sul tablet, sullo smartphone, sui molteplici schermi che li circondano. Si prestano così ad una lettura costante e quasi involontaria, che finisce per rendere la lettura del libro «non obbligatorio», un qualcosa a cui poter rinunciare fin troppo facilmente.

Ma poi, siamo sicuri che ne valga la pena? Chi mi assicura che il tempo che dedico al libro sarà ben speso e che non potrei ottimizzarlo in qualche altra attività, tra quelle che richiedono senza dubbio uno sforzo minore? Perché bisogna ammettere che leggere significa attivarsi. Significa ricercare volontariamente e consapevolmente qualcosa, non aspettare che ci piombi addosso dal nulla. La lettura non è un’attività di cui fruire passivamente: il potenziale lettore stabilisce ogni volta un patto di fiducia con l’autore, gli dedica un attimo della sua preziosa attenzione, nella speranza di trarne qualche vantaggio. Insomma la pagina scritta necessita di concentrazione, per sprigionare il suo grandioso potenziale.

Non è che oggi i libri esercitino meno fascino rispetto al passato. Io, lettore di oggi, ce l’ho la voglia di leggere. Osservare le copertine dei libri nelle vetrine, sentir parlare di trame interessanti, intravedere pubblicità, sbirciare frasi stuzzicanti dalle pagine del libro del vicino… Eccome se ci penso. Quando si crea l’atmosfera, e può succedere ovunque e in qualsiasi momento, il mio pensiero corre subito a un buon libro. E allora cosa mi impedisce di passare all’azione? La fatica quotidiana mi indispone, mi stressa, mi allontana dalla volontà di leggere. lo però in fondo lo so, che quando inizio un libro poi il tempo lo trovo: viene da sé. Anzi mi capita di camminare per strada con il naso tra le pagine rischiando sempre di andare a sbattere da qualche parte.

In fondo, basterebbe fare un piccolo sforzo, perché davvero ne vale la pena, anche se qualche volta me lo dimentico… E allora sai che ti dico? «Potrei… impegnarmi. Io, lettore di oggi, mi impegnerò!».

Comments are closed.