Francesco distribuisce i libri (digitali)

E ci spiega come si fa (e anche altre cose). Abbiamo fatto due chiacchiere con Francesco Rigoli, che ha partecipato all’edizione 2007 del Master, ha lavorato al marketing DeAgostini, è stato libraio digitale di Ultima Books e ora è Content Manager di Stealth. Con lui abbiamo parlato del suo lavoro, della sua storia, e dei libri del futuro.

Ciao Francesco, come prima cosa ci racconti come mai hai deciso di iscriverti al Master? Qual è stato il tuo percorso? Ci pensavi da un po’ oppure è successo per caso?

Dopo essermi laureato in Scienze della Comunicazione a Perugia mi sono trasferito a Milano e ho cercato un lavoro all’altezza delle mie aspettative, e quindi per un anno ho lavorato nei call center dicendo «Buongiorno Vodafone, sono Francesco, in cosa posso esserle utile?». Dopo un anno un mio amico mi ha detto: «Ma non sarebbe il caso di fare un Master invece di stare in cuffia tutto il giorno?». Ho cominciato a cercare e quasi per caso ho trovato ben due Master in Editoria. Ho tentato le selezioni di entrambi,  e sono riuscito a superare quelle del Master dell’Università Statale in collaborazione con la Fondazione Mondadori e AIE.

Quali erano i tuoi obiettivi professionali quando ti sei iscritto? Sei riuscito a raggiungerli?

All’inizio volevo diventare redattore. Dopo due mesi ho cominciato a sospettare che forse il redattore non era il mio ruolo, e quando poi all’ultima prova di correzione bozze il professore mi ha detto che non solo non avevo visto dei refusi nel testo, ma ne avevo aggiunti, ho capito senza ombra di dubbio che conveniva fare qualcos’altro se volevo lavorare in una casa editrice. Fortunatamente mi sono ritrovato a fare marketing, divertendomi moltissimo. Se avessi continuato a fare il redattore probabilmente oggi lavorerei in una panetteria e non vorrei avere più nulla a che fare con i libri.

Sul tuo profilo Linkedin c’è scritto che fai il Content Manager. Cosa vuol dire? Come funziona il tuo lavoro?

In realtà anch’io sto cercando di capire cos’è, più che altro perché è un termine che racchiude in sé tante cose. Diciamo che gestisco la piattaforma di distribuzione digitale di Simplicissimus e che cerco di fare in modo che tutto funzioni perfettamente e non ci siano problemi per le librerie a cui forniamo i libri e per le case editrici che li distribuiscono con noi. Mi piace pensare che il mio lavoro consista soprattutto nel far stare bene chi lavora con noi.

Prima di lavorare come Content Manager eri un libraio digitale. Ci racconti com’è?

È stata un’esperienza bellissima, anche quella capitata quasi per caso. La parte più divertente è stata inventarsi tutto, perché eravamo proprio all’inizio del digitale in Italia, e sono stato il primo a definirsi libraio digitale invece che store manager. Ho cercato di creare un bell’ambiente per chi non si accontentava di servirsi nei grandi negozi come Amazon ma voleva ritrovare il contatto umano anche attraverso lo schermo. Paradossalmente, è stato anche un lavoro che mi ha consentito di mettere a frutto sia quello che avevo imparato in editoria, sia quello che avevo imparato lavorando nei call center. Non avrei mai detto che si potessero unire le due cose! Oggi c’è un’altra libraia al posto mio, Lucia Zitelli, che è davvero brava e, lo ammetto, probabilmente è anche più brava di me.

Secondo te l’editoria come sarà tra – diciamo – due o tre anni?

Se lo sapessi probabilmente sarei molto ricco! Di sicuro sarà molto diversa, ma non ci saranno «pianto e stridor di denti» come qualcuno pensa. Ci saranno ancora le case editrici, ci saranno ancora i redattori ma avranno reinventato il proprio lavoro. Ci saranno quasi tutte le cose che ci sono oggi, ma in versione evoluta. E infine il digitale sarà arrivato a quote di mercato molto più elevate di quelle di oggi, diciamo che potrebbe essere attorno al 25%. Infine spero che scompaia per sempre la distinzione ebook/libro di carta perché la trovo davvero anacronistica.

Dopo tutto questo tempo, a te i libri piacciono ancora?

Ultimamente mi viene da pensare che io non ho nulla contro la spiritualità, ma sono i rappresentanti delle religioni che mi deludono molto spesso. Ecco, allo stesso modo io non ho nulla contro i libri, che amo ancora tantissimo, ma sono abbastanza deluso dalle case editrici, in particolare da quelle grosse, perché le trovo ancorate a un modo di pensare che andrebbe a mio avviso superato. Continuo a leggere moltissimo, e da quando sono passato al digitale leggo anche di più, e spero che tutti i libri vengano digitalizzati per poterli avere sul mio Kindle.

Comments are closed.