Michele lavora da Adelphi (e ha scritto un libro)

E poi ha un blog, e si occupa di ebook e social media per una casa editrice dove quasi tutti gli iscritti al Master hanno sperato di andare a lavorare. Michele Orti Manara ha partecipato all’edizione 2011 del Master. Ora lavora in Adelphi, cura nepente, il suo blog personale, e il suo primo libro si intitola Piccole cose con le zampe.

Ciao Michele, partiamo dall’inizio: perché hai deciso di iscriverti al Master? Qual è stato il tuo percorso?

Mi sono iscritto al Master perché ero deciso a lavorare in ambito editoriale, ma nonostante tutti i miei sforzi gli spiragli per entrare in una casa editrice erano nulli. La mia speranza era che il Master mi desse la possibilità di ottenere uno stage, e così è stato. A fine stage poi sono rimasto in Adelphi.

Quali erano i tuoi obiettivi professionali quando ti sei iscritto?

A dire il vero all’inizio del Master puntavo su un lavoro più redazionale di quello che faccio in Adelphi, dove mi occupo dei social network e di tutto o quasi quello che ha a che fare con gli ebook. A più di due anni di distanza devo dire che sono molto soddisfatto di quello che faccio.

Com’è lavorare in Adelphi?

Molto stimolante, anche perché quando ho iniziato a lavorare qui i profili dei social network e in generale la presenza della casa editrice sul web era ancora in fase di consolidamento, quindi c’erano ampi margini di crescita.

Adelphi è una casa editrice che molti considerano un’esempio di editoria «classica». Qual è il suo approccio nei confronti dei prodotti digitali?

Credo che l’approccio resti in sostanza invariato, sia che si parli di cartaceo che di digitale. Certo ci sono profonde differenze «tecniche» e bisogna ripensare da un punto di vista redazionale alcuni aspetti del testo – banalmente, fonti e note di molti titoli Adelphi hanno subito una rilavorazione nel passaggio all’ebook. Quello che però non cambia – o meglio, non dovrebbe cambiare – è l’attenzione a pubblicare libri curati, il che vuol dire in molto casi fare un giro di bozze anche per l’ebook e testare che tutto funzioni bene su diversi dispositivi. Questo può rallentare un po’ la conversione del catalogo, ma dà garanzie di qualità che in prospettiva credo siano fondamentali (e che mi sembra vengano apprezzate molto dai lettori).

Che cos’è nepente?

nepente.net è un blog personale che ho aperto da poco più di un mese. Parla principalmente di libri, e contiene anche qualche breve – a volte brevissimo – racconto e delle “istantanee” su alcuni episodi quotidiani che per qualche ragione mi hanno colpito o divertito.

A proposito di racconti, il tuo primo libro, Piccole cose con le zampe, è una raccolta di racconti che hai pubblicato con Amazon. Ci racconti la tua esperienza di scrittore?

Non mi definirei uno scrittore, perché scrivo in maniera discontinua e senza particolari aspirazioni. Avevo però alcuni racconti nel cassetto, che per lunghezza e probabilmente anche per livello di scrittura non credevo avrebbero potuto interessare a qualche editore, e ho deciso di tentare la strada dell’autopubblicazione. La mia esperienza direi che è positiva, perché mi ha permesso di ricevere pareri e commenti da persone che non conosco, pareri in alcuni casi anche feroci, ma comunque disinteressati e più obbiettivi di quelli di familiari e amici. Il numero delle copie vendute nel mio caso resta piuttosto basso, e il guadagno quasi nullo, ma va bene così: i soldi non erano certo il mio scopo quando ho deciso di affidarmi al selfpublishing.

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